PIER ELEONORO NEGRI

(Locara 29 Giugno 1818 – Firenze Novembre 1887)

POSSIDENTE – PATRIOTA – MILITARE DI CARRIERA

Pier Eleonoro Negri nacque a Locara il 29 giugno 1818.  La sua famiglia aveva vasti possedimenti terrieri oltre che nel comune di San Bonifacio anche nel vicentino e nel padovano.

Il disporre di larghi mezzi permise al giovane Pier Eleonoro di organizzare a sue spese una compagnia di volontari bersaglieri, di varia estrazione sociale, in larga parte reclutati nel comune di San Bonifacio, che fu sotto il suo comando, dal primo fatto d’armi avvenuto nella nostra zona, a Sorio, l’8 aprile 1848, fino al 10 giugno successivo, giorno dell’ultima disperata difesa di Vicenza.  Alla Caduta della città berica, Negri fu tra i non molti ad aver compreso l’impossibilità di vittoria della repubblica di Venezia e perciò si trasferì in Piemonte.  Arruolatosi nell’esercito piemontese, combattè a Novara dove fu ferito ottenendo la medaglia d’argento per il suo valoroso comportamento in battaglia.

Promosso capitano, partecipò alla guerra di Crimea (1855) distinguendosi anche qui per doti di organizzatore e di comando.

Il 1859, quando la II guerra d’ indipendenza sembrava volgere ad una rapida liberazione della sua terra natale, vede il maggiore Negri in prima fila nei vari combattimenti tra la fina di maggio e quella di giugno.  Una seconda medaglia d’argento premia il suo comportamento nel fatto d’armi di Confidenza; più tardi l’Ordine Militare di Savoia è la ricompensa per la conquista della cascina “La Bonata”.

Durante la battaglia “d’Ancona e della Bassa Italia”, alla quale partecipò come maggiore nel 4° reggimento bersaglieri, il 29 ottobre 1860 ottenne la medaglia d’oro al valore militare “per il brillantissimo valore spiegato nella ricognizione del Garigliano“.

Finita la guerra, cominciava il duro compito di “pacificare” le province dove l’opposizione politica verso i nuovi padroni ” sbrigativamente etichettata come brigantaggio ” era molto forte ed attiva.  Caso tipico la distruzione dei paesi di Pontelandolfo e Casalduni, messi a ferro e fuoco  con esecuzioni sommarie- dalle truppe del colonnello Negri per aver accolto, ospitato e aiutato gruppi armati filoborbonici.

Nel 1866, al comando del 61° reggimento di fanteria, Negri risolse a favore degli italiani i fatti d’arme di Canale di Brenta, minacciando di accerchiamento i reparti di retroguardia austriaci in territorio vicentino e occupando poi importanti posizioni sulla strada per Trento.  Per questa audace operazione al colonnello Negri veniva concessa la Commenda dell’Ordine Militare dei Savoia.

Nel 1881, Negri, col grado di tenente generale, lasciava il servizio attivo.  Umberto I lo premiava con l’Ordine della Corona d’Italia e il titolo di “Aiutante di Campo Onorario”, unito al titolo di Conte.

Moriva a Firenze nel novembre del 1887; le spoglie furono poi traslate a Vicenza e sepolte nella tomba di famiglia.

[Tratto da: Massimo Priori, Le Strade Raccontano la Storia. 1992. pag. 53.] (G.C.)